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Diamante

Il diamante è da sempre una delle gemme più amate e ricercate per via della sua durezza, lucentezza e bellezza senza eguali nel mondo delle pietre preziose. Plinio il Vecchio, uno scrittore e naturalista romano del I secolo d.C., definiva il diamante:

“La più preziosa, non solo delle pietre preziose, ma di tutte le cose di questo mondo.”

I nati nel mese di aprile possono vantarsi di avere questa gemma straordinaria come pietra portafortuna.

Diamante: Storia e Tradizione

Lacrime degli dèi per alcuni, frammenti di stelle caduti dal cielo per altri, i diamanti vantano una storia millenaria, ricca di miti e leggende.

Il nome diamante deriva dal greco adamas, che significa “indomabile” o “indistruttibile”, un appellativo legato alla sua incredibile durezza. Si presume che il diamante fosse conosciuto e considerato estremamente prezioso già 3.000 anni fa, in India, dove veniva utilizzato per la realizzazione di icone religiose, comparendo anche in testi buddisti ed in lingua sanscrita. Nel corso dei secoli il diamante è stato considerato anche un potente amuleto per dissipare incubi e sortilegi o addirittura potente veleno per sconfiggere rivali e nemici.

Tra veleni e sortilegi, storie e credenze varie, nel tempo il diamante divenne la gemma simbolo della purezza d’animo, data la sua trasparenza, nonché di forza, potere e regalità, data la sua peculiare durezza. Quando l’Arciduca Massimiliano d’Austria, nel 1477, regalò un anello con diamante alla sua futura sposa, Maria di Borgogna, il diamante diventò anche emblema per eccellenza dell’amore e della fedeltà matrimoniale, sancendone simbolicamente la longevità in eterno. Ecco che l’usanza di donare un anello con diamanti al momento del fidanzamento entrò nella tradizione.

Oggi il diamante gode di massimo successo, attraendo estimatori di gioielli, collezionisti e studiosi, ma anche registi di Hollywood che ne ha fatto una vera e propria star del cinema, viste le sue numerose comparse sul grande schermo e sui red carpet.

Il Diamante Cullinan

Il 26 gennaio 1905, nella miniera sudafricana di Sir Thomas Cullinan, la Cullinan Mine (ex Premier Mine), avvenne l’eccezionale ritrovamento del diamante grezzo più grande mai scoperto. La pietra pesava circa 3.106 carati, equivalenti a 621,20 gr.

Sir Thomas Cullinan e il Cullinan Diamond. © Cinco Dìas

Il diamante fu donato a Re Edward VII in segno di pace, il quale decise di affidare a Joseph Asscher il prezioso lavoro di taglio. Dopo un primo tentativo andato a vuoto in quanto lo strumento si ruppe, nel 1908 la pietra venne tagliata e divisa in due pezzi. A questa, seguì un’ulteriore frammentazione: 9 pezzi di notevole caratura, che mantennero il nome Cullinan, e 96 frammenti minori.

Cullinan I, rinominato poi Stella d’Africa, venne incastonato nello scettro reale inglese, mentre Cullinan II, rinominato Piccola Stella d’Africa, prese posto nella preziosissima corona reale.

Imperial State Crown: si può osservare il diamante Cullinan II al di sotto del famoso spinello “Rubino del Principe Nero”. © Sdi India

Diamante: le 4C         

Quando si parla di qualità del diamante, nell’immaginario collettivo si pensa subito alle famose 4C, che identificano il peso espresso in carati (carat weight), il colore (color), la purezza (clarity) e il taglio (cut).
Insieme le 4C sono un linguaggio gemmologico accettato a livello internazionale che consente di descrivere la qualità di un diamante, sulla base della quale poi il mercato vi assegnerà un valore economico.

Diamante: Composizione Chimica e Colorazione

Il diamante, dal punto di vista mineralogico, è un minerale costituito essenzialmente da atomi di carbonio disposti secondo una struttura cristallina molto resistente, in cui ogni atomo di carbonio è fortemente legato ad altri atomi di carbonio.

Un diamante puro chimicamente è perfettamente incolore, ma nella maggior parte dei diamanti, oltre al carbonio, sono presenti delle impurità chimiche, chiamate elementi in traccia, che possono influenzare la tinta del diamante. Tra le principali impurità chimiche troviamo l’azoto, che conferisce al diamante le comuni sfumature giallastre. Il boro, invece, dona al diamante le rarissime tonalità del blu. Spesso, oltre alle impurità chimiche, vi possono essere delle deformazioni nella struttura del diamante che, a loro volta, possono dare origine a colorazioni molto rare e pregiate, come quelle del rosa, del rosso e del verde.

Diamante: Geologia e Giacimenti 

La maggior parte dei diamanti da gemma si forma nel mantello terrestre al di sotto dei cosiddetti “cratoni”: aree dei continenti estremamente antiche e stabili dal punto di vista geologico. Qui, a profondità di circa 150-250 km e in condizioni di pressioni e temperature estreme, gli atomi di carbonio si legano fortemente gli uni agli altri per formare il diamante. Una piccolissima percentuale di diamanti estratti, invece, proviene da oltre 300 km di profondità, ragion per cui gli scienziati chiamano questi diamanti “super profondi”. Inoltre, se comparato ai 4,5 miliardi della Terra, il diamante è antichissimo, avendo età comprese tra 3,5 miliardi e 90 milioni di anni.

Dopo essersi formato in condizioni di pressioni e temperature elevatissime nel mantello terrestre, un diamante può attendere centinaia di milioni di anni prima di raggiungere la superficie terrestre grazie a rarissime eruzioni vulcaniche: le  kimberliti. All’interno di queste rocce vulcaniche, che rappresentano i cosiddetti giacimenti primari, l’uomo poi vi trova i diamanti. Queste stesse rocce che hanno agito da “taxi” per i diamanti, soggette all’azione erosiva degli agenti atmosferici, possono disgregarsi, liberando così le preziose gemme che, a loro volta, possono essere trasportate lungo i letti dei fiumi, lungo le coste o sui fondali oceanici, formando i cosiddetti giacimenti secondari.

Se fino alla fine del ‘600 circa gli unici giacimenti di diamanti si trovavano in India, di cui è leggendaria l’area mineraria di Golconda, durante il corso del ‘700 vennero fatti ritrovamenti di diamanti anche in Brasile. Tra la seconda metà dell’800 e i primi dei ‘900, la scoperta dei giacimenti di diamante nel continente africano segnò l’iniziò di un nuovo primato produttivo e commerciale, che perdurò fino alla fine della prima metà del Novecento circa, quando nuovi depositi iniziarono ad affacciarsi progressivamente sulla scena mondiale: quelli della Siberia (Russia), dell’Australia e del Canada.

La miniera Jwaneng, in Botswana (Africa), è stata scoperta negli anni ’70 del ‘900 ed è tra i giacimenti primari più produttivi a livello mondiale. © luciancoman.com

Diamante: Grezzo, Taglio e Proprietà 

Il diamante cristallizza nel sistema cristallino cubico. I cristalli grezzi sono comunemente di forma ottaedrica (una doppia piramide a base quadrata), ma in natura si possono trovare anche diamanti dodecaedrici o che sono un misto delle due forme. Nelle pietre grezze, inoltre, a causa di fenomeno di dissoluzione, si osservano spesso facce curve, più o meno arrotondate. A seconda della forma del grezzo il tagliatore decide come tagliare il diamante, liberandone la bellezza intrinseca. Il taglio più famoso per un diamante è il cosiddetto taglio a brillante con forma rotonda: un taglio composto da 57-58 sfaccettature attentamente studiate e posizionate dagli esperti tagliatori in modo che la pietra tagliata possa restituire il massimo della brillantezza, del fuoco e dello scintillio.

Grazie alla struttura cristallina eccezionalmente resistente, il diamante gode di straordinarie proprietà fisiche e ottiche: è il minerale più duro della Terra ed è caratterizzato da un elevato indice di rifrazione che ne determina l’elevata brillantezza e dispersione della luce quando è sfaccettato. Inoltre, il diamante è un materiale molto stabile nei confronti degli attacchi chimici, è caratterizzato da un’elevata conducibilità termica ed è un buon isolante elettrico. Queste caratteristiche uniche del diamante fanno sì che trovi impiego non solo come gemma, ma anche in ambito industriale, ad esempio per la realizzazione di strumenti da taglio, incisione, perforazione e abrasione.

Diamante grezzo con forma ottaedrica incastonato nella kimberlite. © Smithsonian/Chip Clark
Diamante sfaccettato con taglio a brillante e forma rotonda

Diamante: Sintesi e Imitazioni 

Da sempre la rarità e la bellezza del diamante hanno fatto sì che si sia tentato di riprodurre la gemma in laboratorio. Questo si rese possibile solo negli anni ’50 del Novecento, quando il progresso tecnologico mise a disposizione dell’uomo le apparecchiature in grado di replicare le condizioni che portano la formazione del diamante nelle profondità terrestri. Nacque così il diamante sintetico: un diamante con la stessa composizione chimica, struttura cristallina e proprietà fisiche (incluse quelle ottiche) del diamante naturale; l’unica differenza sta nel fatto che si tratta di un diamante prodotto in laboratorio dall’uomo e non dalla natura.

A differenza del sintetico, invece, le cosiddette imitazioni non sono altro che materiali gemmologici il cui aspetto ricorda quello del diamante, ma le loro proprietà chimico-fisiche e la struttura cristallina sono diverse dal diamante. Tra le imitazioni più famose del diamante troviamo la moissanite (carburo di silicio) e la zirconia cubica (ossido di zirconio).

Il dottor Herbert Strong e J.E. Cheney, scienziati del General Electric Research Laboratory, alle prese con la pressa con cui, negli anni ’50, sono stati realizzati i primi diamanti sintetici. © gettyimages/Bettmann

Caratteristiche gemmologiche del diamante

Specie mineralogicaDiamante
Sistema cristallinoCubico
Durezza (Mohs)10
Peso specifico3.52
Composizione chimicaC
ColoreIncolore o vari colori
Carattere otticoMonorifrangente
Indice di rifrazione2.42
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