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Perla

Per via della sua raffinatezza e del suo fascino senza tempo, la perla è considerata la “Regina delle Gemme”. Disponibile in un’ampia varietà di forme, colori e dimensioni, la perla è anche la gemma associata al mese di giugno. La sua rara bellezza nasce nell’immensità degli oceani, dei fiumi e dei laghi dove, all’interno delle conchiglie di particolari molluschi, si forma questa pregiatissima gemma. Non a caso, l’etimologia del termine deriva dal latino “perna” – “pernula”, cioè “bisaccia” – “coscia”, riferendosi alla forma della conchiglia che la racchiude.

Perla: storia e tradizione

La perla ha attratto la curiosità e l’ammirazione dell’uomo fin dalla notte dei tempi. Secondo alcuni studi, già nel 2500 a.C. i popoli orientali usavano le perle come ornamento personale. Le spedizioni di Alessandro il Grande portarono poi la conoscenza delle perle presso la Grecia Antica, dalla quale si diffuse anche tra i popoli del Mediterraneo. Tramite bottini di guerra composti da gioielli preziosi e monili di vario tipo, Pompeo fece conoscere su larga scala la bellezza delle perle nell’antica Roma. Esse divennero un simbolo di potere e prestigio così forte che l’Imperatore Giulio Cesare approvò addirittura una legge che impediva alle persone appartenenti ai ceti medio-bassi di indossarle.

Accanto al significato di ricchezza e prestigio, la perla venne anche associata ai concetti di purezza e bellezza: eccelso esempio può essere considerato il capolavoro dell’artista Sandro Botticelli, La nascita di Venere. Risalente alla seconda metà del ‘400, in questa splendida tempera su tela, l’artista ritrasse una bellissima Venere che, morbida, sinuosa ed eterea, sbocciava come una perla da una conchiglia di mare.

Nel ’700 Re Sole, Luigi XIV, ricoprì un ruolo centrale nell’accrescere ancor di più il mercato e il prestigio delle perle: attratto da tali gemme, era solito regalarle alle donne che amavano poi farsi ritrarre riccamente impreziosite da orecchini, spille e collane, come ad esempio la sua amata Maria Mancini. L’alta nobiltà, influenzata dalla vita del Re Sole, fece nascere così una vera propria moda delle perle: il mercato esplose; le donne collezionavano delicati monili di “perle da giorno” accanto a sfarzosi gioielli di “perle da sera”. Se le signore dell’alta nobiltà sfoggiavano perle e diamanti, le donne della piccola borghesia indossavano perle arricchite da onici e pietre minori.

Ritratto di Maria (?) Mancini, Voet Jacob Ferdinand, ca. 1663 – ca. 1672 @ Lombardia beni culturali

Affascinando re e regine, nobili e aristocratici di tutto il mondo, la perla attraversò il corso dei secoli, fino a giungere al ‘900, quando una personalità forte e creativa come quella di Gabrielle Chanel, nota a tutti con il nome di Coco Chanel, riportò in auge questa gemma, rendendola un’immancabile protagonista di ogni sua creazione. Questa fantastica stilista iniziò ad utilizzare estrosi e lunghi fili di perle per gli outfit diurni, mentre per la sera e gli eventi più mondani prediligeva raffinati fili singoli e girocolli che la resero un’icona della monda senza eguali.

Ancora oggi la perla è considerata simbolo di ricchezza, prestigio, purezza ed eleganza, continuando ad affascinare estimatori, stilisti, designer, studiosi e collezionisti.

Coco Chanel fotografata da Man Ray @ Life and People

Perla: caratteristiche gemmologiche

Dal punto di vista gemmologico le perle sono gemme di origine biologica, ossia sono prodotte dall’azione di esseri viventi. Nel dettaglio, le perle sono concrezioni di materiale perlaceo – chiamato nacre in gergo tecnico – prodotte da molluschi di acqua salata o acqua dolce, a seguito di un’irritazione del mollusco provocata dall’introduzione di un parassita o di un elemento estraneo all’interno della conchiglia. Qualunque sia la vera causa dell’irritazione, è certo che non si tratti di un granello di sabbia, anche se ancora molti lo pensino. Dal punto di vista chimico queste concrezioni sono costituite da carbonato di calcio – in genere aragonite –, materia organica sotto forma di conchiolina, acqua e minori elementi chimici a seconda dell’ambiente di formazione. Se il processo avviene naturalmente, ossia senza l’intervento dell’uomo, si parla di perle naturali. Se, invece, esse vengono prodotte grazie all’intervento dell’uomo, si parla di perle coltivate o di coltura le quali, a loro volta. possono essere di acqua dolce o salata, analogamente alle perle naturali.
Le perle naturali oggi sono estremamente rare e la maggior parte di quelle che si trovano in commercio sono coltivate.

Coltivazione

Nonostante i primi esperimenti di coltivazione risalgano al XII secolo, si dovrà attendere sino all’ultimo decennio del XIX secolo per la produzione industriale di perle, quando il giapponese Kokichi Mikimoto ne brevettò il procedimento. Il suo metodo, molto simile a quello moderno, consisteva nell’introdurre nelle gonadi di un mollusco perlifero, delle sferette di madreperla assieme ad un piccolo frammento di epitelio (porzione di tessuto del mollusco composto da cellule in grado di secernere il materiale madreperlaceo della conchiglia) appartenente ad un altro mollusco, in genere della stessa specie. Lasciato libero di richiudersi, il mollusco veniva restituito all’acqua per essere poi recuperato dopo qualche anno, scoprendo in che modo esso avesse ricoperto di madreperla la sferetta, divenuta quindi il nucleo della perla.

Quando si scoprì che ciò che secerneva il materiale perlaceo erano le cellule dell’epitelio, gli allevatori di molluschi perliferi iniziarono a sperimentare tecniche di coltivazione cosiddette “senza nucleo”; esse prevedevano l’inserimento del solo pezzetto di epitelio secernente, senza la sferetta di madreperla. Questa tecnica di coltivazione “senza nucleo” è tutt’oggi utilizzata, soprattutto per la produzione di perle di coltura di acqua dolce, mentre la maggior parte delle perle di coltura di acqua salata presentano il nucleo.

Fattori qualitativi

Indipendentemente che si tratti di perle naturali o perle di coltura, queste gemme vengono commercializzate in base alla loro dimensione, ossia in base al diametro in millimetri. Per esprimere il loro peso, a differenza di quanto avviene per le altre gemme, si usano i grani anziché i carati (1 grano = 0,05 grammi = 0,25 carati).

La qualità delle perle viene valutata in base a diversi fattori, tra cui rivestono cruciale importanza la lucentezza o lustro, l’aspetto della superficie inteso come presenza/assenza di imperfezioni, la forma, il colore, le dimensioni e, nel caso delle perle di coltura con nucleo, anche lo spessore del nacre. La forma di una perla può spaziare dalla più classica tondeggiante alle morfologie ovali, a goccia o a bottone, sino alle più stravaganti perle cosiddette barocche che non hanno una forma ben definita. La gamma di colori è ampia e dipende principalmente dalla specie di mollusco che ha prodotto la perla: si passa dai classici colori bianco e crema al grigio, argento o nero. Spesso, il colore principale è accompagnato da sovratoni color rosa, verde, porpora o addirittura blu.

Introduzione del nucleo nel mollusco perlifero per la produzione di perle scure di Tahiti. @ Photo and Co/Getty Images

Perla: dove si trova

Le perle, sia naturali che di coltura, si trovano nelle acque di mari, fiumi o laghi, all’interno di molluschi perliferi di molte specie diverse. Storicamente le perle naturali della migliore qualità provenivano dal Golfo Persico e dal Mar Rosso, dove ancora oggi vi è una produzione limitata di perle naturali. Le perle coltivate, invece, vengono prodotte nelle cosiddette farms, ossia allevamenti di molluschi perliferi, i quali sono dislocati in diverse aree del Pacifico orientale.

I principali molluschi produttori di perle di acqua salata sono bivalvi, comunemente chiamati “ostriche”, e i loro allevamenti si trovano principalmente in Giappone e Cina, dove vi sono grandi farms delle famose perle Akoya. Molto rinomate sono anche le perle dei Mari del Sud, le quali vengono coltivate lungo la costa settentrionale dell’Australia, in Indonesia e lungo la costa meridionale dell’Asia sud-orientale, comprese le Filippine. Nelle isole Gambier e nell’arcipelago delle Tuamotu, entrambi parte della Polinesia francese, si coltivano le pregiate perle scure di Tahiti. Le perle di acqua dolce, invece, sono coltivate principalmente in Cina.

ISOLE GAMBIER – POLINESIA FRANCESE: tipico allevamento di molluschi perliferi di acqua salata @ Alexis Rosenfeld/Getty Images
ISOLE GAMBIER – POLINESIA FRANCESE: cesti contenenti i molluschi perliferi. Questi cesti devono essere sorvegliati continuamente durante l’anno e ripuliti da alghe e incrostazioni @ Alexis Rosenfeld/Getty Images

Perla: cura e pulizia

Il carbonato di calcio e la sostanza organica di cui sono costituite le perle sono molto sensibili all’azione di agenti chimici acidi e del calore, pertanto sono gemme che richiedono particolari cure affinché mantengano inalterata la propria bellezza nel tempo. Per evitare che le perle perdano di lucentezza e luminosità, è sempre bene avere cura di non applicare profumi, prodotti per capelli e cosmetici dopo averle indossate. Il modo migliore per pulirle è quello di utilizzare un semplice panno morbido inumidito ogni volta che si usano. Inoltre, a causa della loro scarsa durezza (2,5 – 3,0 in base alla scala di Mohs), le perle possono essere facilmente graffiate se non protette e maneggiate con attenzione. Nel conservare le perle è importante, quindi, evitare che queste vengano a contatto con il metallo dei gioielli e con gemme più dure, come diamanti, rubini, zaffiri e smeraldi.

L’arte dell’infilatura delle perle @ Denver Post via Getty Images

Caratteristiche gemmologiche della perla

Composizione chimicaCaCO3 + sostanza organica (conchiolina) + acqua
Durezza (Mohs)2.5 - 3.0
Peso specifico2.60-2.85
ColoreBianco, rosa, porpora, argento, crema, oro, verde, blu, nero
Indici di rifrazione1.52-1.69
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